domenica 13 maggio 2012

Cap 1 parte 3


All'inizio avevo buoni voti a scuola, finché la frazioni non sono arrivate...
Non capivo come trovare quale importo veniva fuori da quale parte, o come ottenere i punti decimali, quindi ho cominciato ad odiare gli studi.
Dopodiché ho deciso “non studio più” e ho speso i miei giorni facendo nientr'altro oltre a giocare dodgeball al centro giovanile. Si è trasformato in un ciclo vizioso, non capivo più le lezioni a causa anche di questo.

A prima vista c'erano molte cose su di me chemi  potevano far sembrare un tipo A (ehh, non riesci a vederle?), e anche se stai pensando “Non prendevi buoni voti?” (Ehh, non lo hai pensato?), infelicemente io ero tutto il contrario.
Dalle frazioni in poi i miei voti sono sempre stati pessimi. Specialmente in aritmetica. Io non sono brava in matematica. Una volta alle medie ho raggiunto i due punti. Yaahhh!!

All'inizio mia mamma ripeteva: “devi studiare” ma siccome io andavo comunque a giocare, facendo finta di non averla sentito, lei lasciò stare.

Ah, mi piacere invece tanto la storia. I miei voti erano sempre 4 o 5. Mi piaceva anche arte, e prendevano anche qui sempre 4. Mi piaceva muovermi quindi avevo ottimi voti anche in educazione fisica.
Mi sforzavo molto per le cose che mi interessavano, e invece non facevo niente per quelle in cui non ero interessata. Mettevo tutto il mio impegno nelle cose divertenti, che non c'entravano niente con quello che diceva la professoressa. Io ero questo tipo (di studente).
Tanto per essere sicura (di passare nei testi di ammissione) andavo ai corsi di recupero dal primo anno fino al terzo. I miei genitori si aspettavano buoni voti dato che frequentavo i corsi. Ma io lo presi su serio solo quando la mia miglior amica, Secchan, cominciò a frequentare il mio stesso corso.
Quando ero vicina agli esami ero così nervosa che non riuscivo nemmeno a studiare e così su consiglio sono andata a far l'esame per la “Metropolitan Trade school”. Proprio come a detto il mio professore - “Con i tuoi voti, questo sarà impossibile” - ho fallito.
Sono stata ammessa invece in una scuola privata per ragazze, e quindi continuai la scuola lì.
Nella “Metropolitan trade school” c'erano molte Gyaru... pensavo che se fosse stata accetta lì o mi sarei trasformata in una gyaru o forse, magari, sarei rimasta sola e diventata una vittima di bullismo....?!

Come risultato, nella scuola per solo ragazze, trovai ragazze con personalità molto simile alla mia. Un giorno andai ad Harajuku con queste amiche, mi fecero una foto e perciò mi tornai modello e da qui sono riuscita a realizzare il mio sogno di diventare cantante. La vita funziona di una forma misteriosa!

“io pensavo al suicidio quando litigavo con i miei genitori, ma ora questo è finito”
 “Basta, ti manderò in un istituto.”
 “Va bene fai quello che vuoi, inviami ad un istituto, per me va benissimo!”
Quanto ero nel sesto anno della scuola elementare, io e mia madre abbiamo cominciato a litigare e urlavano cose del genere. Mia madre diceva sempre, ogni volta che arrivava al suo limite, cose come “ti manderò ad un istituto”, ma non esiste che una bambino sappia dove e cosa sia un posto chiamato “istituto” . Quindi io semplicemente rispondevo alle sue urla nel mio miglior modo, senza mai pensare di voler davvero andare ad un posto del genere.
Nel giorno seguente però tornata a casa dalla scuola, trovai dei fogli sul tavolo.

“mamma cos'è questo?”
“informazioni sull'istituto, dato che ho deciso che tu ci andrai” mia mamma rispose con indiferenza.

Io pensavo che tutto quello fosse uno scherzo, ma a causa di quei fogli diviene tutto vero, e ciò ferì il mio cuore. Oltre questo davvero non volevo essere inviata ad un istituto!
Mi sono spaventata moltissimo. Il mio cuore cominciò a battere veloce e le lacrimi vennero giù. Cosa potevo fare? Non volevo più rimanere a casa, ma nemmeno volevo andare ad un posto spaventoso e lontana da sola. Io non avrei più potuto vedere mamma e pappa, mai più! Se io fosse andata in quel posto, non avrei più voluto vivere.
Pensando a ciò, ho allacciato una corda nel balcone e attorno al mio colo. Però avevo così paura che non sono riuscita a far nulla. Essendo una studente piccola non sapevo nemmeno cosa fosse morire.

Questa fu la prima e ultima volta che pensai in qualcosa del genere. Scusatemi. 

Comunque mi chiedo dove mia madre abbia trovato quel documenti.

Tutto ciò che riesco a fare quando penso in questa storia oggi è ridere!. 




Traduzione in italiano: http://ameblo.jp/syllmara/
Traduzione dall'inglese di http://kyarychan.tumblr.com/


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