domenica 13 maggio 2012

Cap 2 parte 1


I miei genitori erano fuori di loro, perché sono diventata una gyaru...così sono scappata a piedi nudi

Diventai una studente delle superiori. La mia era una scuola privata per sole ragazze, a 20 minuti in treno da casa mia.
Appena entrata ho fatto amicizia con delle Gyaru. Come vi posso spiegare... c'erano solo due tipi di ragazze: Gyaru e nerds! Ero scioccata. “se devo scegliere tra le due, posso solo essere una gyaru”. Con questo veloce ragionamento, mi trasformai in una gyaru.
Pensando a ciò adesso, penso di aver passato un anno in modo abbastanza imprudente. Per primo mi sono fatta bionda a casa di una amica. Truccavo i canti dei miei occhi con l'eyeliner in un modo che mi faceva sembrare davvero strana. Passavo anche la matita sotto, forte, come se fossero gli occhi di un panda.

Mia mamma mi guardava e “quel trucco non sta bene col tuo uniforme” mi avvisava, ma in quei momenti lei pensava anche “ magari è questo tipo di cosa che le studentesse fanno oggi giorno...”
Ma il giorno prima del concorso di canto del mio primo anno delle superiori, qualcosa successe!
La signora coordinatrice del dormitorio chiamò casa mia piangendo “L-lei, uhh, ha saltato le lezioni del coro, e ciò ha dato fastidio agli altri...a-ahhh...e anche, quel trucco, e i colori dei capelli, sono banati nella nostra scuola, ma non c'è modo di farla seguire le regole, u-uwaahhh...”

Questa fu la prima volta che mia mamma scopri che trucco e capelli colorati erano proibiti a scuola.
“Cosa stai facendo” lei mi disse quando arrivai a casa, e improvisamente – fuori di se – mi è piombata a dosso.
Dopodiché, prese il mio zaino, con i pass e il portafoglio, i trucchi che erano in camera, e pure le scarpe davanti alla porta e usci di casa dicendo “butto tutto via”.

Dopo qualche minuto lei torna senza nulla in mano.
“Aspetta, cosa è successo con le mie cose?”
“ti ho detto, li ho buttati”
“dove?”
“Nel fiume”
“stai scherzando?!?”
“è la verità”

Lei ha detto che aveva buttato nel fosso vicino. Ero così sconvolta, che ho pianto tantissimo. Allora la ferocia di mia madre mi ha fatto capire che avevo torto. “Scusa, Scusa”, ho continuato a dirle.

Il giorno seguente, il mio zaino e tutto il resto erano sul divano in soggiorno. Ho pianto così tanto vedendo le mie cose che i miei occhi divennero incredibilmente gonfi, e quindi non sono andata a scuola. Ho saltato allora il concorso col coro.

Pensando alle cose che lei mi ha fatto, mi innervosisco davvero.
Dall'inizio mi vestivo così solo per fare amicizia con le ragazze, sapevo che non era il mio stile, e nemmeno mi divertivo quando uscivo con loro.
Non ero per niente obbediente a quello che i miei genitori e professori dicevano sul fatto di diventare una “brava bambina”. Quando ero nel mio primo anno delle superiori, ho continuato la mia normale vita, e litigavo ancora con i miei genitori. Sicuramente era la mia fase ribelle.

“Non stai solo a lavorare nei tuoi part-time, studia anche un po'. Non ti facciamo andare a scuola perché tu giochi.”

“Stai zitta!”

“se pulisci la camera, ti restituisco le ciglie finte. Ti stai ancora truccando? Quando lo hai messo? Non puoi andare (col trucco) a scuola ne?”

“Stai zitta, vecchia stupida!”

Erano solitamente così le nostre conversazioni. Quando la provocavo, lei chiamava mio padre al lavoro e raccontava “proprio adesso lei mi ha detto, stupida vecchia”. Questo solo mi faceva arrabbiare di più.

Un giorno, sono esplosa, non sono riuscita a controllarmi e le ho urlato “sei disgustosa, ti picchierò a morte”, e ho cominciato a calciare i muri della mia stanza.
CRACK. Ho fatto un buco più grande della mia testa.

“che cosa è stato questo rumore?!
Per fortuna quel giorno mio padre era al lavoro. Mio padre solitamente mediava i litigi tra me e mia madre, ma certamente quando ha visto il buco sulla parete il sangue li è salito sulla testa.

“Tu, la devi smettere!” ha detto con una voce piena di rabbia. Era davvero spaventoso, mia madre non era nulla in paragone. Sono scesa le scale di corsa e usci di casa scalza.

“io ti uccido” urlò mentre prendeva un palo in mano. Sono corsa per la mia vita. Correvo piangendo. Correvo urlando “scusa”. Correvo, ma non c'era modo. Lui mi ha raggiunta e mi afferrò.

“Scusa, perdonami”
“Dimentica, non ti perdonerò, smettila di andare in giro a fare merde, ora ti picchio.”

Mio padre mi picchiò con le sue mani e quindi alzo il palo sulla mia testa. È lui serio? Morirò!ho chiuso gli occhi e stretto i denti. È così severo...
Stranamente, non sentì nessun dolore. Quando ho aperto gli occhi ho visto mio padre colpendo il palo del telefono vicino. “mi dispiace, mi dispiace davvero” chiedevo scuse, piangendo dalla paura.

I vicini erano venuti fuori preoccupati. “ci dispiace per il disturbo” mio padre disse e torno a casa come se niente fosse successo.
Dopo di lui sono tornata anch'io a casa, ma quando arrivai vide che mio padre aveva chiusi a chiave la porta. Mi sono allora, per circa 3 ore, rimasta seduta davanti alla porta singhiozzando. I miei piedi erano sporchi e freddi a causa del fango, poiché era stata una giornata di pioggia.



Traduzione in italiano: http://ameblo.jp/syllmara/
Traduzione dall'inglese di http://kyarychan.tumblr.com/

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